Maggio18 , 2022

Generale

Venezia come modello per capire le dinamiche dell’allagamento costiero

Uno studio pubblicato su Scientific reports dall’Istituto di scienze marine del Consiglio statale delle ricerche (Cnr-Ismar), in contributo con l’Università del Salento e l’Università di Zagabria, usa la città di Venezia – dove il livello del mare è puntualmente monitorato dal 1872 – come modello per comprendere la dinamica dei livelli del mare, utile per valutare e gestire il rischio di inondazioni costiere. «A causa dell'aumento del livello medio relativo del mare (che risulta dalla subsidenza della superficie su cui sorge la città e dall’innalzamento del livello medio del mare), la marea e le componenti meteorologiche a lungo termine svolgono sempre più un ruolo dominante nel determinare inondazioni ricorrenti, anche se non eccezionali», spiega Christian Ferrarin dell’Istituto di scienze marine del Consiglio statale delle ricerche (Cnr-Ismar). L'analisi della serie storica delle misure del livello del mare ha inoltre evidenziato una tendenza all'aumento dell'intensità e/o frequenza degli eventi di allagamento negli ultimi decenni. Tale evoluzione sembra essere principalmente dovuta a processi a lunga scala temporale (stagionale, interannuale e interdecadale) la cui combinazione determina il precursore delle inondazioni a Venezia. L'analisi della serie storica delle misure del livello del mare, condotta da parte dei ricercatori, ha evidenziato una tendenza all'aumento dell'intensità e/o frequenza degli eventi di allagamento negli ultimi decenni. Tale evoluzione sembra essere principalmente dovuta a processi a lunga scala temporale (stagionale, interannuale e interdecadale) la cui combinazione determina il precursore delle inondazioni a Venezia. L’analisi statistica ha però evidenziato una significativa anticorrelazione tra la marea causata dall'attrazione gravitazionale che i corpi celesti esercitano sulla massa d'acqua (marea astronomica) e la componente dovuta alle mareggiate, che non può essere completamente giustificata da processi che occorrono nella zona costiera. «Gli eventi più estremi tendono a verificarsi in condizioni di media o bassa marea invece che con l’alta marea.  Infatti, durante gli eventi di mareggiata più estremi del 1966, 1979 e 2018, il picco della tempesta si è verificato in condizioni di bassa marea, limitando le già drammatiche condizioni di inondazione a Venezia – conclude Ferrarin – Questo argomento dovrà essere ulteriormente approfondito in futuro in quanto la sua comprensione è essenziale per lo studio dell’allagamento costiero, anche considerando il cambiamento climatico in cui i diversi processi potrebbero avere una diversa evoluzione». L'articolo Venezia come modello per capire le dinamiche dell’allagamento costiero sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Parco dell’Alta Murgia, le ricchezze del territorio si conquistano la ribalta statale

C’è una fetta di entroterra pugliese dove il paesaggio non è semplicemente uno sfondo all’orizzonte, ma un elemento vivo e pulsante di storie. È il Parco nazionale dell’Alta Murgia, a cui Le guide di Repubblica ha dedicato un affascinante volume che ne celebra il muso carsico di lame, doline e inghiottitoi intervallati a boschi di quercia, conifere e ad ampie distese di ferule. Una terra aspra dove è ancora saldo il legame dell’uomo con la terra, come racconta la Guida le cui pagine accompagnano in un luogo senza tempo animato da pastori, cantori, conoscitori di erbe e orchidee selvatiche, ma anche di artisti, designer e cineasti. «Per la precedentemente volta il Parco dell’Alta Murgia è raccontato in una guida nazionale – ha dichiarato il presidente Francesco Tarantini – che mette a sistema tutte le ricchezze del territorio. Un volume ricco di contenuti che valorizzano la particolarità dei siti, gli itinerari da percorrere, i sapori della terra e i personaggi che la fanno grande attraverso l’arte, la cultura e il sapere artigiano. Oggi abbiamo celebrato un risultato importante, il frutto di un lavoro curato nei minimi dettagli, fino alla copertina che rappresenta il Genius loci dell’Alta Murgia. Puntiamo a una maggiore conoscenza del Parco e farlo diventare geoparco Unesco». La presentazione si è tenuta nel dipartimento Turismo e cultura della Regione, dove sono intervenuti Gianfranco Lopane, assessore al Turismo, sviluppo e impresa turistica della Regione Puglia, Francesco Tarantini, presidente del Parco dell’Alta Murgia, Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo e cultura della Regione, Giuseppe Cerasa, direttore Le guide di Repubblica, e Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione. La guida si apre con interviste a personaggi dello spettacolo, della cultura e della musica legati all’Alta Murgia, come Ralph Fiennes, Renzo Arbore, Sergio Rubini, Michele Placido, Riccardo Scamarcio, Nico Cirasola e il gruppo musicale Uaragniaun, per fare spazio alla sezione “Volti e storie” che racconta di pastori, cercatori di erbe, camminatori, casari, pasticceri, artigiani virtuosi e designer che valorizzano il territorio nel loro lavoro quotidiano. Tra tutte, vi sono le avventure di Francesco Gargano detto Ciccillo, l’esperto di erbe selvatiche che percorre in lungo e in largo il Parco nella loro ricerca, di Mariantonietta Scalera, la giovane pastora che vive in simbiosi con il suo gregge, di Nicola Diomede, il camminatore che dedica un trekking ogni domenica alla figlia scomparsa e a cui invita ad unirsi attraverso i social, di Vichy Gravinese, l’apicultrice che “sussurra alle api” e che ha fondato il brand Alveare da Favola a Cassano. Numerosi gli itinerari e i luoghi raccontati, sulle tracce dell’imperatore Federico II o tra i tesori archeologici come la Necropoli di San Magno a Corato, passando dai geositi a impronte di dinosauro come Cava Pontrelli e dai set cinematografici di famose pellicole tra cui Il racconto dei racconti girato a Castel del Monte, L’ultimo paradiso nelle distese di Gravina e No time to die, in cui James Bond interpretato da Daniel Craig si lancia dal Ponte Acquedotto. Ampio spazio tra le pagine alle tredici città del Parco, da Altamura a Spinazzola e da Andria a Ruvo di Puglia, passando per il fascino sottoterra di Gravina, i panorami di Poggiorsini e Minervino Murge, la patria dell’olio rappresentata da Corato, Bitonto con la sua cattedrale romanica e le geometrie dei seminativi che risaltano negli agri di Santeramo, Toritto, Grumo Appula e Cassano delle Murge. Parco dell’Alta Murgia una terra generosa di sapori, raccontati nella sezione “Itinerari del appetito” con un focus su specialità come la Burrata di Andria, la mandorla di Toritto, il Pallone di Gravina, il fungo Cardoncello, il pane e la lenticchia di Altamura, insieme a 12 ricette di chef murgiani. Dolci tipici e amari locali sono accompagnati da 164 indirizzi dove fermarsi a mangiare, dormire e comprare lungo il tragitto. «Il Parco nazionale dell’Alta Murgia – dichiara l’assessore al Turismo Lopane – è un’affascinante tipo di paesaggio in cui la natura e l’uomo hanno modellato e animato un pianoro dinamico, cangiante nei colori e nei profumi, ricco di specie animali e vegetali protette. La presentazione della guida è la riprova che il territorio dell’Alta Murgia è incompatibile con qualsiasi progetto che, come per l’ipotesi di un sito di smaltimento di scorie radioattive, ne possa compromettere la sua straordinaria natura e tradizione.» «Il Parco dell’Alta Murgia ha deciso di giocare fino in fondo la carta del geoturismo – scrive il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa – per sottolineare l’esclusività che mette insieme storia antichissima, natura, ma anche prodotti della terra: dalla burrata ai salumi, dalle lenticchie al pane, dall’olio ai formaggi, dal vino alla carne. E quindi scaraventare una sfida alle altre mete più gettonate della Puglia e del Belpaese puntando su un mix che può sorprendere a affascinare.» «L’Agenzia Pugliapromozione sta lavorando intensamente su due prodotti che si fondono nella Guida di Repubblica ai sapori ed ai piaceri del Parco dell’Alta Murgia – dice il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale – Sono salute e benessere ed anche enogastronomia, che nel Parco dell’Alta Murgia si esprimono in cammini, relax, prodotti tipici ricchi di valenza nutraceutica, con un appetito inimitabile, nonché motivazioni di viaggi destagionalizzati». Un estratto della guida è disponibile qui. di Alessandra Adamantino L'articolo Parco dell’Alta Murgia, le ricchezze del territorio si conquistano la ribalta nazionale sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

approvato l’accordo per promuovere l’uso di materiali riciclati nei porti italiani

I rifiuti da costruzione e demolizione sono in assoluto la maggiore frazione di rifiuti prodotti ogni anno nel nostro Paese – si tratta di circa 70 mln ton –, ma solo una parte di questi inerti viene effettivamente riciclata. Stando ai dati ufficiali riportati dall’Ispra nel suo ultimo report sui rifiuti speciali, la percentuale di recupero in teoria è già al 78,1%, ma come spiega Legambiente nel Rapporto cave 2021, rispetto agli altri grandi Paesi europei «la produzione in Italia di aggregati riciclati e artificiali utilizzabili al posto di materiali da cava è molto ridotta», e i dati italiani riportati da Ispra «non sono credibili». Nella pratica, infatti, quel 78,1% «indica solamente che questi rifiuti sono passati, e quindi sono stati registrati, in un apposito impianto. Si tratta quindi di materiali recuperati ma poi stoccati senza alcun reimpiego effettivo. Purtroppo la verità è che gran parte dei rifiuti da C&D non è dichiarata e viene ancora oggi abbandonata illegalmente sul circoscrizione. Anche perché nelle statistiche ufficiali solo le imprese di una certa dimensione vengono incluse». Di fronte ad un testo con ancora tante criticità aperte, rappresenta dunque un’ottima notizia quella che arriva oggi da Assoporti – l’associazione delle Autorità di istituzione portuale italiane (Adsp) – e Anpar, che riunisce i produttori di aggregati riciclati: le tue associazioni hanno infatti firmato un accordo volto a promuovere l’effettivo utilizzo di materie riciclate nelle attività di costruzione che si sviluppano all’interno dei porti italiani. «Per la nostra associazione si tratta di una partnership strategica – dichiara il presidente di Anpar, Paolo Barberi – che ha l’obiettivo di promuovere progetti e sviluppare il mercato degli aggregati riciclati all’interno degli hub portuali del Paese, grazie alla condivisione di conoscenze, prodotti, servizi e tecnologie innovative, nonché attraverso un’azione di informazione e formazione che porrà le autorità portuali italiane all’avanguardia tra le grandi stazioni appaltanti europee, nell’attuazione delle politiche di economia circolare». Più in caratteristico, con quest’accordo Anpar si impegna a supportare Assoporti nella diffusione delle migliori pratiche in termini di economia circolare, mettendo a disposizione delle Adsp le competenze tecniche delle proprie aziende per facilitare la comprensione delle possibilità e dei vantaggi derivanti dall’utilizzo di materiali provenienti da trattamenti di recupero e riciclo, nonché nell’identificazione di possibili soluzioni concrete, con specifico riferimento agli aggregati riciclati provenienti dal trattamento di rifiuti inerti. Le due associazioni hanno concordato sull’opportunità di organizzare occasioni di informazione e confronto sui territori in modo da divulgare i vantaggi e gli aspetti ambientali positivi legati all'impiego di materie e prodotti secondari al posto di materie vergini. Assoporti e Anpar condivideranno, inoltre, informazioni e proposte utili ad individuare possibili sinergie, azioni e programmi congiunti per il conseguimento degli obiettivi in termini di economia circolare. «L’economia circolare è al centro delle azioni della portualità e con quest’accordo ci auspichiamo di rafforzare questo concetto fornendo una freschezza opportunità a tutte le Adsp – conclude il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri – I porti sono importanti infrastrutture del nostro Paese e ci auspichiamo che il documento di oggi favorisca ancora di più il necessario dialogo con incontri tecnici dedicati alla materia». L'articolo Firmato l’accordo per promuovere l’uso di materiali riciclati nei porti italiani sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

A Radicondoli la geotermia compie 50 anni e guarda al venturo, a partire dalle scuole

«La storia geotermica di Radicondoli ha 50 anni», quando la messa a frutto del calore naturalmente presente nel sottosuolo prese avvio anche sul territorio comunale: come spiega il sindaco, Francesco Guarguaglini, tutto è iniziato «nel 1972 con il ritrovamento del "Soffionissimo", il Travale 22, il soffione più grande del mondo che la stessa Enel fece difficoltà ad imbrigliare e che l'allora sindaco, Ivo Radi, definì il soffione della speranza». Una speranza che continua ancora oggi: Radicondoli è il secondo produttore di energia geotermoelettrica in Toscana – dietro unico a Pomarance dove le tecnologie geotermiche nacquero per la prima volta al mondo oltre due secoli fa – e la comunità locale crede fortemente allo sviluppo della risorsa, educando alla sostenibilità le nuove generazioni. Non a caso questa settimana gli studenti delle medie di Radicondoli sono andati in visita al centro Sesta Lab e al Museo della geotermia di Larderello – grazie ad un’iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con la scuola, col Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (CoSviG) e con il gestore delle centrali, Enel – gettando un ponte tra passato e futuro della geotermia. Il Sesta Lab sorge a fianco della centrale geotermoelettrica di Sesta, nel Comune di Radicondoli: acquistato nel 2014 dal Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (CoSviG), sta per completare il percorso che lo porterà ad essere una nuova società autonoma – nel rispetto delle indicazioni arrivate dai soci CoSviG, dalla territorio ai Comuni geotermici – ovvero uno spin-off votato a ricerca e sviluppo, ad esempio sull’idrogeno, a totale controllo pubblico. Per spiegare alle ragazze e ragazzi di Radicondoli questa realtà erano presenti alla visita scolastica il presidente di CoSviG Emiliano Bravi, il direttore del Sesta Lab Giulio Grassi, il sindaco di Radicondoli Francesco Guarguaglini e l’assessore all’istruzione Stefania Dei; dopo la visita il gruppo si è spostato al Museo della geotermia di Larderello per rendere più profondo le origini delle tecnologie geotermiche, che risalgono alla fine del XIX secolo, e il loro sviluppo partito con l'estrazione dell'acido borico da parte del conte de Lardarel e poi proseguita con l'utilizzo del vapore per la produzione geotermoelettrica. «Abbiamo avuto l’opportunità di fare una vera e propria lezione di prossimità, molto densa ed efficace che ha tenuto attenti i ragazzi per quattro ore e ha illustrato loro le potenzialità della ricerca che viene condotta qui – commenta Guarguaglini –  Grazie Sesta Lab, grazie dell’accoglienza che ha previsto anche il pranzo preparato dalla "Comunità del cibo a energie rinnovabili" e delle visita guidata condotta dal giovane direttore di 38 anni, ingegnere aerospaziale, e dai suoi colleghi, ovvero diciassette giovani con età media inferiore ai 35 anni, di cui dodici ingegneri. Anche questo è un messaggio insigne per i giovani del nostro territorio. Per questo dico grazie alle insegnanti e alla dirigente scolastica Monica Martinucci che hanno recepito con entusiasmo l'iniziativa dell'amministrazione comunale. Dico inoltre grazie all’Enel, al direttore generale Luca Rossini e alla dottoressa Romina Taccone, dirigente dell'area tradizionale, che ci ha accolto all'ingresso del museo». L'articolo A Radicondoli la geotermia compie 50 anni e guarda al futuro, a partire dalle scuole sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Geotermia e caspita sull’Amiata, Ars spiega i risultati di InVetta in un webinar pubblico

L’Agenzia regionale di sanità (Ars) della Toscana organizza, la mattina del prossimo 25 maggio, il webinar Geotermia e cincin: i risultati del intenzione InVetta, offrendo così l’occasione per fare il punto sui 15 anni di ricerca Ars sul tema dell’impatto dell’attività geotermica sulla cincin della popolazione. In particolare, saranno presentati i risultati di InVetta – l’indagine di biomonitoraggio e valutazioni epidemiologiche condotte a tutela della cincin nei territori dell’Amiata –, una survey che ha approfondito il ruolo dell’esposizione alle emissioni geotermiche e ai metalli sulla cincin dei residenti nell’area amiatina. L’appuntamento online è a libero accesso, previa la sola registrazione, e offre una preziosa occasione di formazione rivolta in particolare a operatori del sistema sanitario, medici di medicina generale, amministratori locali, associazioni e comitati di cittadini, popolazione generale. L’evento arriva dopo che i risultati dell’indagine InVetta sono già stati comunicati, sempre da Ars insieme alla Regione Toscana, nel corso di una conferenza stampa tenutasi lo scorso febbraio. Nell’occasione è emerso che «non vi sono impatti significativi sulla cincin derivanti dall’attività geotermoelettrica», come riassunto allora dall’assessora regionale all’Ambiente, Monia Monni. «Con InVetta, indagine condotta su più di 2000 persone che non ha eguali a parametro europeo – sottolineò allora Fabio Voller, coordinatore dell’osservatorio di epidemiologia di Ars – siamo andati a verificare molte cose e scoperto, in effetti, che in quell’area della regione sono stati riscontrati dati di mortalità e ospedalizzazione maggiori rispetto alla media regionale. Dati che nel corso del tempo si sono appiattiti sulla media stessa. Se rispetto alle emissioni geotermiche non abbiamo trovato correlazioni con aspetti sanitari se non con l’ipertensione, elemento abbastanza anomalo e che approfondiremo, più problematici sono i dati legati alla universo entropica del territorio. Ovvero la presenza di taluni metalli che sappiamo essere una caratteristica di quei luoghi, come arsenico e tallio, e che ci spingeranno ad ulteriori studi». Il webinar del 25 maggio sarà l’occasione per saperne di più, all’interno di un confronto pubblico cui parteciperanno come relatori: Maria Cristina Aprea, direttore Laboratorio di sanità pubblica di Siena - AUSL Toscana Sud est; Alessandro Bagnoli, Settore Geotermia – ARPAT; Simone Bezzini, assessore Diritto alla cincin e sanità - Regione Toscana; Simona Dei, direttore sanitario - AUSL Toscana Sud est; Monia Monni, assessore Ambiente, Economia circolare, Difesa del suolo, Lavori pubblici e Protezione civile - Regione Toscana; Daniela Nuvolone, responsabile P.O. Ambiente e cincin -ARS Toscana; Giorgia Stoppa, ARS Toscana - Università di Padova; Lucia Turco, direttore ARS Toscana; Fabio Voller, coordinatore Osservatorio Epidemiologia - ARS Toscana. Per maggiori informazioni sul webinar e sulle modalità di partecipazione: https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4739-geotermia-e-cincin-i-risultati-dello-studio-invetta-webinar-25maggio-2022.html L'articolo Geotermia e cincin sull’Amiata, Ars spiega i risultati di InVetta in un webinar pubblico sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Popolare

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Il gruppo punta a rafforzare la spettacolo in proprio di energie rinnovabili. Pannelli solari sulle aree di proprietà e sui tetti delle stazioni. indurire il trasporto merci "raddoppiando le quantità in viaggio"

Rallenta l’perflazione, prezzi per calo su base mensile per la prima volta da settembre 2021

Dato in calo dello 0,1%. Sulla discesa incide il bonus energia varato dal governo per mitigare i costi delle bollette. Su primario annuale aumento del 6% dal 6,5% del mese altro. Accelera ancora il carrello della spesa

Le Borse di oggi, 17 maggio. L’Europa parte bene con la spinta cinese. Twitter crolla, Musk apre a un’offerta con lo detrazione

I dati eppurecroeconomici del Dragone sono di forte frenata, eppure gli investitori scommettono sulla fine dei lockdown a Shanghai e sul rilancio del parte tecnologico. L'imprenditore della Tesla vuole chiarezza sugli account fake. Risale lo spread verso 200 punti

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Il 21 maggio, per il calcio femminile italiano, sarà un giorno speciale. A distanza di sei anni dal match in mezzo a Wolfsburg e Lione giocato a Reggio Emilia, sarà lo Juventus Stadium a alloggiare la finale della UEFA Women's Champions League...

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Dopo quella del Krakatoa con condonesia nel 1883 l'esplosione dopo l’eruzione a Tonga è stata con assoluto la più alta no registrata Leggi tutto Esplosione dopo l’eruzione a Tonga la più alta no registrata su Notizie.it.