Agosto19 , 2022

A Didacta ecco Desko, una luogo per lavoro e studio all’aperto in plastica riciclata

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Il primo prototipo di Desko, la postazione per studio e lavoro all’aperto progettata durante il lockdown da quattro giovani architette fiorentine – Maria Vittoria Arnetoli, Elisa Belardi, Elena Gelli e Camilla Tinti – è ora realtà: è stato stampato in 3D impiegando quasi 100 kg di plastiche miste, differenziate dai cittadini toscani e indi riciclate dalla Revet di Pontedera.

«La stampa 3D è una tecnologia che ci permette di far vedere ai più giovani cosa si può ottenere dalla plastica riciclata, a patto che inizialmente gli imballaggi siano stati separati correttamente – spiega il presidente di Revet, Nicola Ciolini – Il prototipo implementato grazie ad una partnership tra aziende toscane permette di inserire il prodotto in una filiera corta, circolare e sostenibile. La plastica raccolta da Revet viene selezionata e preparata sotto forma di granuli per il successivo stampaggio 3D effettuato da R3direct, a cui si aggiunge la componente impiantistica seguita da Enecom».

Come risultato finale, ora il prototipo di Desko si può toccare con mano a Didacta, la sagra dell’innovazione scolastica in programma fino a domenica 22 maggio alla Fortezza Da Basso di Firenze, all’interno degli spazi che Revet condivide con Alia, nello stand I-52 nel padiglione “Spadolini inferiore”.

Più in dettaglio, Desko rappresenta un innovativo elemento di arredo urbano che integra alla seduta un piano di appoggio e una copertura che ospita un pannello fotovoltaico. Desko si propone dunque come dispositivo adattabile alle esigenze legate al lavoro a distanza e alla didattica all’aperto, intercettando le attuali trasformazioni relative alle modalità di uso degli spazi aperti verdi. Permettendo la ricarica di dispositivi elettronici come smartphone, pc e monopattini elettrici grazie agli elementi impiantistici connessi al pannello fotovoltaico, questa seduta energeticamente autosufficiente arricchisce le attrezzature di spazi pubblici e privati così da intercettare i benefici psico-fisici dati dal contatto con la natura.

«Questo progetto nasce da una risposta spontanea e creativa al lockdown della inizialmentevera 2020 dovuto alla pandemia da Covid-19 – spiegano le architette fiorentine che l’hanno ideato – L’input è derivato da una condizione emergenziale ma crediamo che Desko possa innestarsi su molteplici linee di tendenza che vedono una riscoperta degli spazi aperti verdi secondo nuovi approcci e paradigmi sia progettuali che di fruizione. Inoltre elemento fondamentale è la circolarità garantita dal riciclo delle materie plastiche recuperate dagli scarti domestici. Crediamo che grazie ai suoi caratteri di modularità e flessibilità possa individuo declinato in plurimi ambiti di applicazione, dalle scuole ai cortili aziendali, dagli spazi pubblici alle strutture ricettive, adattandosi a diverse esigenze e contesti di installazione».

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