Agosto19 , 2022

Pac e sostenibilità, a giacché punto siamo? Il progetto Capsus fa tappa a Firenze

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Nell’aula magna della Scuola di agraria dell’Ateneo fiorentino si è tenuto ieri il seminario Pac 2023-2027 e agroecologia: come rendere la filiera agroalimentare star del Green deal europeo, il IV appuntamento tematico realizzato nell’ambito di Capsus (acronimo per the Common Agricultural Policy toward SUStainability), il progetto Ue nato con l’obiettivo di aumentare il livello di conoscenza rispetto ai benefici della Politica agricola comune (Pac) in ambito socio-economico e naturalistico e di promuovere il consumo sostenibile, in particolare tra i giovani che vivono nelle aree urbane.

«Le strategie “Biodiversità 2030” e “Farm to Fork” ci indicano la strada da seguire – spiega Angelo Gentili, responsabile Agricoltura di Legambiente e senior expert del progetto Capsus – Per raggiungere gli obiettivi auspicati, sia a livello nazionale che europeo, serve però un maggiore impulso e un più forte sostegno degli attori in campo. Il Green deal europeo è ambizioso e, con lui, devono esserlo anche gli strumenti a disposizione degli agricoltori, a partire dalla Pac. A oggi, le risorse a loro destinate sono insufficienti e non consentono di puntare sulle innovazioni tecnologiche necessarie per fare fronte all’emergenza alimentare dovuta alla crisi climatica, puntando anche al recupero dei saperi tradizionali. Occorre non perdere di vista target quali la riduzione della chimica dettati dalle strategie europee e favorire significativamente l’agricoltura biologica, anche alla luce della recente approvazione della legge dedicata al settore. In questo ambito, la Toscana può rappresentare un laboratorio e un modello per l’intero Paese: l’agroecologia può davvero rigenerare i nostri sistemi alimentari e le comunità, rigorosamente al servizio della transizione ecologica».

In quest’ottica, in occasione del seminario è stato dato spazio anche alla presentazione del volume  Agroecologia circolare, dal campo alla tavola – Coltivare biodiversità e innovazione a cura di  Gentili e Giorgio Zampetti, direttore generale del Cigno verde.

«Coltivare la biodiversità e l’innovazione non è solo unito straordinario strumento per reclutare l’agricoltura contro la crisi climatica. Che già sarebbe un’istanza sufficiente per far comprendere l’importanza dell’agroecologia in questa epoca storica. È anche un modo per responsabilizzare gli imprenditori agricoli quali custodi attivi del loro territorio – sottolinea Fausto Ferruzza, responsabile nazionale Paesaggio per Legambiente e presidente di Legambiente Toscana – È così che si costruisce infatti un mosaico paesaggistico basato sull’armonia e sulla diversità. Tutti vettori di qualità anche per la promozione dei nostri prodotti, unici al mondo».

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