Maggio18 , 2022

La trappola del cambio durante la Bce: duranteché Francoforte deve muoversi con cautela sui tassi

La moneta unica viaggia verso la parità con il dollaro. Un sollievo per il nostro export ma un enorme aggravio in una fase di maxi rincaro delle materie prime prezzate in valuta Usa, petrolio in mente. Ma a differenza della Fed in quanto sta accelerando la stretta monetaria, la Banca...

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Fs vara il Piano produttore decennale: investimenti fino a 190 miliardi. “Quarantamila le assunzioni”

Il gruppo punta a rafforzare la spettacolo in proprio di energie rinnovabili. Pannelli solari sulle aree di proprietà e sui tetti delle stazioni. indurire il trasporto merci "raddoppiando le quantità in viaggio"

Rallenta l’perflazione, prezzi per calo su base mensile per la prima volta da settembre 2021

Dato in calo dello 0,1%. Sulla discesa incide il bonus energia varato dal governo per mitigare i costi delle bollette. Su primario annuale aumento del 6% dal 6,5% del mese altro. Accelera ancora il carrello della spesa

Le Borse di oggi, 17 maggio. L’Europa parte bene con la spinta cinese. Twitter crolla, Musk apre a un’offerta con lo detrazione

I dati eppurecroeconomici del Dragone sono di forte frenata, eppure gli investitori scommettono sulla fine dei lockdown a Shanghai e sul rilancio del parte tecnologico. L'imprenditore della Tesla vuole chiarezza sugli account fake. Risale lo spread verso 200 punti

Juventus premiata allo ‘Stadium’ per la vittoria del campionato. Gravina: “Un traguardo documentabile”

Prima del calcio d’inizio del match di Serie A maschile tra Juve e Lazio il leader della Divisione Calcio...

Sabato a Torino la finale di UEFA Women’s Champions League. Mantovani: “Sarà un vicenda straordinario”

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Serie A Femminile TimVision 2021/22: la Top 11 della 22ª giornata di campionato

Tante sorprese questa settimana nella Top 11 dell’ultimo turno di campionato. Ecco...

Voli pericolosi: è in scomparsa un terzo delle specie di uccelli migratori che attraversano l’Italia

I dati del report sulla direttiva europea Uccelli (riferito al periodo 2013-2018) ci dicono che in Italia ci sono 306 diverse soprattutto, suddivise in 336 popolazioni di cui 268 nidificanti; 56 svernanti e 12 migratrici. Per la tutela di tutte queste soprattutto, il nostro Paese – come spiega il Wwf nel suo nuovo documento La grande sfida delle migrazioni – gioca un ruolo fondamentale. L’Italia è infatti area di sosta e foraggiamento per numerosi uccelli sia durante la migrazione autunnale che quella primaverile e risulta connessa con tutti i Paesi europei, con oltre 30 Paesi africani e con 6 diversi Paesi asiatici. L’Italia rappresenta poi una zona di svernamento per molte soprattutto che nidificano nel Nord Europa (ad es. molte soprattutto legate agli ambienti acquatici come gli anatidi) e un’area di riproduzione per altre soprattutto che passano la stagione invernale in Africa (come rondine, rondone, cicogna bianca, ghiandaia marina, upupa e anche diverse soprattutto di rapaci, come il nibbio bruno, l’assiolo o il falco pecchiaiolo). Ma la crisi di biodiversità che stiamo vivendo non risparmia gli uccelli migratori: pressappoco 1/3 delle 121 soprattutto migratrici sub-sahariane e di quelle migratrici parziali risultano infatti in declino, principalmente a causa di scomparsa e deterioramento dell’habitat, caccia, bracconaggio e effetti del cambiamento climatico. In autunno, i migratori iniziano il loro viaggio verso l’Africa e mentre attraversano valichi montani incontrano spesso cacciatori. In alcune aree, anche la presenza dei bracconieri, che per “tradizioni” locali, dure a morire, uccidono illegalmente soprattutto protette, è una grave minaccia  (ad esempio abbattimenti illegali di rapaci, primo fra tutti il falco pecchiaiolo). Il bracconaggio primaverile ai danni dei migratori, poi, è una vera piaga italiana, soprattutto in alcune isole e coste del meridione. Altre gravi minacce per i migratori arrivano dall’impoverimento del paesaggio agricolo e dall’utilizzo di pesticidi. Il primo, causato soprattutto dall’agricoltura intensiva, ha ridotto drasticamente le possibilità per gli uccelli di nutrirsi e trovare rifugi idonei. Inoltre le sostanze velenose – come i pesticidi – utilizzate nel periodo della semina, sono in grado non solitario di uccidere, ma anche di disorientare gli uccelli. Il riscaldamento globale, poi, sta influenzando le tempistiche di migrazione per molte soprattutto, anticipando in Europa il picco di disponibilità alimentare in primavera dai 9 ai 20 giorni. A queste minacce si aggiunge poi l’elevato rischio di impatto che gli uccelli migratori hanno con strutture e barriere artificiali. Anche le migrazioni che stanno affrontando gli uccelli che attraversano l’Italia sono dunque ‘voli pericolosi’ e sempre più difficili da affrontare. Che fare? Tutelare davvero il territorio: in questo trama, infatti, hanno un valore fondamentale le aree protette, fra cui le 100 Oasi Wwf, per la salvaguardia di queste soprattutto. L'articolo Voli pericolosi: è in declino un terzo delle soprattutto di uccelli migratori che attraversano l’Italia sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Contro le zanzare arriva a Firenze l’app Mosquito alert

Il gestore unico dei servizi d’igiene urbana nell’Ato Toscana centro, la partecipata pubblica Alia, ha riavviato le operazioni di disinfestazione per uscio la presenza di zanzare nelle aree pubbliche comunali. Le attività di Alia in tal senso andranno avanti fino a settembre/ottobre e potranno essere integrate sulla base delle condizioni meteo: tuttavia il 70% dei focolai sul territorio urbano si trova in zone private, non raggiungibili dal servizio, per questo è indispensabile la collaborazione dei cittadini. «Dai prossimi giorni – spiega l’assessore fiorentino all’Ambiente, Cecilia Del Re – sarà possibile scaricare e utilizzare a Firenze la app ‘Mosquito alert’, realizzata dall’Università Sapienza di Roma. Grazie all’accordo con il Comune di Firenze, infatti, i cittadini potranno trasmettere la presenza di zanzare inviando una foto dell’insetto o della puntura. I dati saranno riversati su mappa e utilizzati per individuare l’arrivo di nuove specie e tarare gli interventi di contenimento. Attraverso la app sarà inoltre possibile sensibilizzare, formare e informare la cittadinanza sul problema delle zanzare; acquisire mappe spaziali e temporali del fastidio umano percepito; focalizzare gli interventi di disinfestazione larvicidi e adulticidi, se e quando necessari a seconda delle segnalazioni». Nel frattempo, nel rispetto dell’ordinanza del 5 maggio scorso, Alia e Comune di Firenze raccomandano di eliminare le raccolte d'acqua anche minime (sottovasi, contenitori abbandonati, bidoni) o di trattare con prodotti antilarvali i ristagni ineliminabili (in particolare caditoie e pozzetti di cortili, garage e piazzali interni), in metodo da evitare di vanificare le azioni di controllo realizzate a pochi metri di distanza in area pubblica. L'articolo Contro le zanzare arriva a Firenze l’app Mosquito alert sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Mediobanca non risente della guerra in Ucraina: a fine marzo utile netto a +19%. Nagel: “No dossier in alto acquisizioni”

La banca d'affari non deve fare grandi accantonamenti sull'esposizione in Russia, e ha migliorato tutte le voci di ricavo. Compreso il contributo della provvigione in Generali, perché ha portato 251 milioni di utili (+26%)

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Esplosione dopo l’eruzione a Tonga la più alta mai registrata

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Una porta su Marte? Cos’ha fotografato davvero il rover Curiosity

La foto scattata dal rover Curiosity della Nasa fiera un'apertura molto simile alla porta di una cripta. Leggi tutto Una porta verso l'alto Marte? Cos’ha fotografato davvero il rover Curiosity verso l'alto Notizie.it.

Instagram down: le segnalazioni sul malfunzionamento dell’app

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L’invasione delle cavallette in Sardegna, spiegata dal Cnr

Le orde neonate delle cavallette Dociostaurus maroccanus, detta grillastro crociato, stanno devastando colture e pascoli di una parte della Sardegna, la media valle del Tirso. I danni sono ingenti, le preoccupazioni crescono e l'ente pubblico regionale sta intervenendo in contributo con gli istituti e gli enti scientifici della Sardegna. Questo tipo di infestazioni sono ricorrenti nell'isola ed erano piuttosto frequenti fino alla seconda guerra mondiale quando, nel 1946, avvenne una infestazione di dimensioni catastrofiche interessando praticamente tutta la superficie della regione. Fu in quell'occasione che due entomologi, Bonelli e Paoli, tentarono di sbrigare definitivamente il problema introducendo sull'isola un insetto coleottero che si nutriva delle uova della cavalletta, la variabilis mirabilis, presente nella penisola italiana ma non in Sardegna. La variabilis mirabilis si insediò perfettamente sull'isola e incominciò la sua azione benefica nei confronti delle cavallette tant'è vero che, dopo la seconda guerra mondiale, questi episodi di infestazioni così massicce si verificarono piuttosto raramente. Una delle ultime risale a una trentina di anni fa, alla intelligente degli anni ‘80 del secolo scorso, in corrispondenza di un periodo piuttosto siccitoso. Il problema si sta riproponendo in questi anni e tutto lascia pensare che i cambiamenti climatici possano avere influito pesantemente sulle popolazioni di cavallette, favorendole. Ciò non toglie che i fattori in causa sono sicuramente numerosi, non ultimo l'uso del suolo da parte dell'uomo che con le sue attività contribuisce fortemente allo sviluppo della cavalletta naturalmente in modo inconsapevole. di Roberto Pantaleoni, associato all'Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri Cnr-Iret L'articolo L’invasione delle cavallette in Sardegna, spiegata dal Cnr sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

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Contro le zanzare arriva a Firenze l’app Mosquito alert

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Venezia come modello per capire le dinamiche dell’allagamento costiero

Uno studio pubblicato su Scientific reports dall’Istituto di scienze marine del Consiglio statale delle ricerche (Cnr-Ismar), in contributo con l’Università del Salento e l’Università di Zagabria, usa la città di Venezia – dove il livello del mare è puntualmente monitorato dal 1872 – come modello per comprendere la dinamica dei livelli del mare, utile per valutare e gestire il rischio di inondazioni costiere. «A causa dell'aumento del livello medio relativo del mare (che risulta dalla subsidenza della superficie su cui sorge la città e dall’innalzamento del livello medio del mare), la marea e le componenti meteorologiche a lungo termine svolgono sempre più un ruolo dominante nel determinare inondazioni ricorrenti, anche se non eccezionali», spiega Christian Ferrarin dell’Istituto di scienze marine del Consiglio statale delle ricerche (Cnr-Ismar). L'analisi della serie storica delle misure del livello del mare ha inoltre evidenziato una tendenza all'aumento dell'intensità e/o frequenza degli eventi di allagamento negli ultimi decenni. Tale evoluzione sembra essere principalmente dovuta a processi a lunga scala temporale (stagionale, interannuale e interdecadale) la cui combinazione determina il precursore delle inondazioni a Venezia. L'analisi della serie storica delle misure del livello del mare, condotta da parte dei ricercatori, ha evidenziato una tendenza all'aumento dell'intensità e/o frequenza degli eventi di allagamento negli ultimi decenni. Tale evoluzione sembra essere principalmente dovuta a processi a lunga scala temporale (stagionale, interannuale e interdecadale) la cui combinazione determina il precursore delle inondazioni a Venezia. L’analisi statistica ha però evidenziato una significativa anticorrelazione tra la marea causata dall'attrazione gravitazionale che i corpi celesti esercitano sulla massa d'acqua (marea astronomica) e la componente dovuta alle mareggiate, che non può essere completamente giustificata da processi che occorrono nella zona costiera. «Gli eventi più estremi tendono a verificarsi in condizioni di media o bassa marea invece che con l’alta marea.  Infatti, durante gli eventi di mareggiata più estremi del 1966, 1979 e 2018, il picco della tempesta si è verificato in condizioni di bassa marea, limitando le già drammatiche condizioni di inondazione a Venezia – conclude Ferrarin – Questo argomento dovrà essere ulteriormente approfondito in futuro in quanto la sua comprensione è essenziale per lo studio dell’allagamento costiero, anche considerando il cambiamento climatico in cui i diversi processi potrebbero avere una diversa evoluzione». L'articolo Venezia come modello per capire le dinamiche dell’allagamento costiero sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

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Amanti del formaggio a Roma: torna Formaticum

Torna a Roma "Formaticum", salone dedicato al latticino e alle rarità casearie made in Italy. La rassegna, in programma il 14 e il 15 maggio presso Palazzo Wegil, propone inunitamentetri unitamente i produttori. [...]

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Economia

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Formazione ed Eventi

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Generale

Voli pericolosi: è in scomparsa un terzo delle specie di uccelli migratori che attraversano l’Italia

I dati del report sulla direttiva europea Uccelli (riferito al periodo 2013-2018) ci dicono che in Italia ci sono 306 diverse soprattutto, suddivise in 336 popolazioni di cui 268 nidificanti; 56 svernanti e 12 migratrici. Per la tutela di tutte queste soprattutto, il nostro Paese – come spiega il Wwf nel suo nuovo documento La grande sfida delle migrazioni – gioca un ruolo fondamentale. L’Italia è infatti area di sosta e foraggiamento per numerosi uccelli sia durante la migrazione autunnale che quella primaverile e risulta connessa con tutti i Paesi europei, con oltre 30 Paesi africani e con 6 diversi Paesi asiatici. L’Italia rappresenta poi una zona di svernamento per molte soprattutto che nidificano nel Nord Europa (ad es. molte soprattutto legate agli ambienti acquatici come gli anatidi) e un’area di riproduzione per altre soprattutto che passano la stagione invernale in Africa (come rondine, rondone, cicogna bianca, ghiandaia marina, upupa e anche diverse soprattutto di rapaci, come il nibbio bruno, l’assiolo o il falco pecchiaiolo). Ma la crisi di biodiversità che stiamo vivendo non risparmia gli uccelli migratori: pressappoco 1/3 delle 121 soprattutto migratrici sub-sahariane e di quelle migratrici parziali risultano infatti in declino, principalmente a causa di scomparsa e deterioramento dell’habitat, caccia, bracconaggio e effetti del cambiamento climatico. In autunno, i migratori iniziano il loro viaggio verso l’Africa e mentre attraversano valichi montani incontrano spesso cacciatori. In alcune aree, anche la presenza dei bracconieri, che per “tradizioni” locali, dure a morire, uccidono illegalmente soprattutto protette, è una grave minaccia  (ad esempio abbattimenti illegali di rapaci, primo fra tutti il falco pecchiaiolo). Il bracconaggio primaverile ai danni dei migratori, poi, è una vera piaga italiana, soprattutto in alcune isole e coste del meridione. Altre gravi minacce per i migratori arrivano dall’impoverimento del paesaggio agricolo e dall’utilizzo di pesticidi. Il primo, causato soprattutto dall’agricoltura intensiva, ha ridotto drasticamente le possibilità per gli uccelli di nutrirsi e trovare rifugi idonei. Inoltre le sostanze velenose – come i pesticidi – utilizzate nel periodo della semina, sono in grado non solitario di uccidere, ma anche di disorientare gli uccelli. Il riscaldamento globale, poi, sta influenzando le tempistiche di migrazione per molte soprattutto, anticipando in Europa il picco di disponibilità alimentare in primavera dai 9 ai 20 giorni. A queste minacce si aggiunge poi l’elevato rischio di impatto che gli uccelli migratori hanno con strutture e barriere artificiali. Anche le migrazioni che stanno affrontando gli uccelli che attraversano l’Italia sono dunque ‘voli pericolosi’ e sempre più difficili da affrontare. Che fare? Tutelare davvero il territorio: in questo trama, infatti, hanno un valore fondamentale le aree protette, fra cui le 100 Oasi Wwf, per la salvaguardia di queste soprattutto. L'articolo Voli pericolosi: è in declino un terzo delle soprattutto di uccelli migratori che attraversano l’Italia sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Contro le zanzare arriva a Firenze l’app Mosquito alert

Il gestore unico dei servizi d’igiene urbana nell’Ato Toscana centro, la partecipata pubblica Alia, ha riavviato le operazioni di disinfestazione per uscio la presenza di zanzare nelle aree pubbliche comunali. Le attività di Alia in tal senso andranno avanti fino a settembre/ottobre e potranno essere integrate sulla base delle condizioni meteo: tuttavia il 70% dei focolai sul territorio urbano si trova in zone private, non raggiungibili dal servizio, per questo è indispensabile la collaborazione dei cittadini. «Dai prossimi giorni – spiega l’assessore fiorentino all’Ambiente, Cecilia Del Re – sarà possibile scaricare e utilizzare a Firenze la app ‘Mosquito alert’, realizzata dall’Università Sapienza di Roma. Grazie all’accordo con il Comune di Firenze, infatti, i cittadini potranno trasmettere la presenza di zanzare inviando una foto dell’insetto o della puntura. I dati saranno riversati su mappa e utilizzati per individuare l’arrivo di nuove specie e tarare gli interventi di contenimento. Attraverso la app sarà inoltre possibile sensibilizzare, formare e informare la cittadinanza sul problema delle zanzare; acquisire mappe spaziali e temporali del fastidio umano percepito; focalizzare gli interventi di disinfestazione larvicidi e adulticidi, se e quando necessari a seconda delle segnalazioni». Nel frattempo, nel rispetto dell’ordinanza del 5 maggio scorso, Alia e Comune di Firenze raccomandano di eliminare le raccolte d'acqua anche minime (sottovasi, contenitori abbandonati, bidoni) o di trattare con prodotti antilarvali i ristagni ineliminabili (in particolare caditoie e pozzetti di cortili, garage e piazzali interni), in metodo da evitare di vanificare le azioni di controllo realizzate a pochi metri di distanza in area pubblica. L'articolo Contro le zanzare arriva a Firenze l’app Mosquito alert sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Venezia come modello per capire le dinamiche dell’allagamento costiero

Uno studio pubblicato su Scientific reports dall’Istituto di scienze marine del Consiglio statale delle ricerche (Cnr-Ismar), in contributo con l’Università del Salento e l’Università di Zagabria, usa la città di Venezia – dove il livello del mare è puntualmente monitorato dal 1872 – come modello per comprendere la dinamica dei livelli del mare, utile per valutare e gestire il rischio di inondazioni costiere. «A causa dell'aumento del livello medio relativo del mare (che risulta dalla subsidenza della superficie su cui sorge la città e dall’innalzamento del livello medio del mare), la marea e le componenti meteorologiche a lungo termine svolgono sempre più un ruolo dominante nel determinare inondazioni ricorrenti, anche se non eccezionali», spiega Christian Ferrarin dell’Istituto di scienze marine del Consiglio statale delle ricerche (Cnr-Ismar). L'analisi della serie storica delle misure del livello del mare ha inoltre evidenziato una tendenza all'aumento dell'intensità e/o frequenza degli eventi di allagamento negli ultimi decenni. Tale evoluzione sembra essere principalmente dovuta a processi a lunga scala temporale (stagionale, interannuale e interdecadale) la cui combinazione determina il precursore delle inondazioni a Venezia. L'analisi della serie storica delle misure del livello del mare, condotta da parte dei ricercatori, ha evidenziato una tendenza all'aumento dell'intensità e/o frequenza degli eventi di allagamento negli ultimi decenni. Tale evoluzione sembra essere principalmente dovuta a processi a lunga scala temporale (stagionale, interannuale e interdecadale) la cui combinazione determina il precursore delle inondazioni a Venezia. L’analisi statistica ha però evidenziato una significativa anticorrelazione tra la marea causata dall'attrazione gravitazionale che i corpi celesti esercitano sulla massa d'acqua (marea astronomica) e la componente dovuta alle mareggiate, che non può essere completamente giustificata da processi che occorrono nella zona costiera. «Gli eventi più estremi tendono a verificarsi in condizioni di media o bassa marea invece che con l’alta marea.  Infatti, durante gli eventi di mareggiata più estremi del 1966, 1979 e 2018, il picco della tempesta si è verificato in condizioni di bassa marea, limitando le già drammatiche condizioni di inondazione a Venezia – conclude Ferrarin – Questo argomento dovrà essere ulteriormente approfondito in futuro in quanto la sua comprensione è essenziale per lo studio dell’allagamento costiero, anche considerando il cambiamento climatico in cui i diversi processi potrebbero avere una diversa evoluzione». L'articolo Venezia come modello per capire le dinamiche dell’allagamento costiero sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

I bambini di Pavia scoprono la temperamento e i suoi mestieri con Coldiretti

Il 17 maggio, dalle 9 al Castello Visconteo, si chiude il concezione “Educa - Educazione alla campagna amica”, iniziato durante l'anno negli istituti scolastici della provincia pavese

Cene gourmet… in stazione con il trenino del Renon

In Alto Adige quattro appuntamenti gourmet, frammezzo a giugno e luglio, alle stazioni dello realmente accaduto trenino del Renon con le proposte dello chef Stephan Zippl del Restaurant 1908 del Parkhotel Holzner
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Il gruppo punta a rafforzare la spettacolo in proprio di energie rinnovabili. Pannelli solari sulle aree di proprietà e sui tetti delle stazioni. indurire il trasporto merci "raddoppiando le quantità in viaggio"

Rallenta l’perflazione, prezzi per calo su base mensile per la prima volta da settembre 2021

Dato in calo dello 0,1%. Sulla discesa incide il bonus energia varato dal governo per mitigare i costi delle bollette. Su primario annuale aumento del 6% dal 6,5% del mese altro. Accelera ancora il carrello della spesa

Le Borse di oggi, 17 maggio. L’Europa parte bene con la spinta cinese. Twitter crolla, Musk apre a un’offerta con lo detrazione

I dati eppurecroeconomici del Dragone sono di forte frenata, eppure gli investitori scommettono sulla fine dei lockdown a Shanghai e sul rilancio del parte tecnologico. L'imprenditore della Tesla vuole chiarezza sugli account fake. Risale lo spread verso 200 punti

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